IL PROPOLI

Fino a qualche tempo fa il propoli era una sostanza nota a pochi iniziati. Non mancavano chimici patentati di industrie alimentari e professori di farmacologia che credevano che "propoli" fosse un nome di fantasia. Né poteva essere altrimenti, se nelle loro letture non avevano incontrato né il naturalista Plinio né il medico greco Dioscoride.

Si potrebbe obiettare che il propoli, che pure è un potente antibiotico, può essere sostituito con maggiore efficacia e vantaggio da prodotti farmaceutici moderni. A tale obiezione va risposto subito che il propoli non può avere surrogati, innanzitutto perché per sostituirlo occorrerebbe prima averne conosciute a fondo la natura e le proprietà, cosa che le ditte farmaceutiche di oggi non possono ancora affermare. Quanto poi a sostituirlo "con maggior efficacia e vantaggio" è una pretesa piuttosto arrischiata. Anche volendo astenersi dalle ormai risapute argomentazioni contro l'abuso di antibiotici, dobbiamo riconoscere che alla penicillina, alla streptomicina, al cloramfenicolo e a tutti gli altri antibiotici (anch'essi sostanze naturali!) va ascritto il merito di aver debellato numerose malattie. È stato il loro indiscriminato impiego su larga scala a favorire un po' dappertutto la proliferazione di ceppi batterici resistenti e funghi virulenti che possono arrecare danni ancor peggiori di quelli dei batteri debellati, i quali peraltro si sarebbero potuti sconfiggere anche in altri modi. Ad esempio, col propoli.

A penetrare un poco il segreto del propoli ci aiuta, per cominciare, la parola greca propolis, che significa letteralmente "davanti alla città", e quindi, metaforicamente, le sentinelle che allontanano dalla città i pericoli esterni. Il termine si riferisce dunque appropriatamente all'uso che le api fanno di questa sostanza per impedire il diffondersi di malattie all'interno dell'alveare. Poiché le epidemie infettive possono avere conseguenze disastrose sulla loro popolazione, le api, mediante il propoli, provvedono da sole a una opportuna disinfezione preventiva.

Non sappiamo chi abbia coniato il vocabolo, ma possiamo dire con certezza che Varrone, Plinio e Dioscoride - gli autori antichi che hanno trattato più in esteso dei prodotti delle api - non fecero che usare un termine già esistente.

Scrive Marco Terenzio Varrone "È chiamata propoli una sostanza con cui le api costruiscono nel pieno dell'estate un riparo all'ingresso dell'alveare. Con lo stesso nome questa sostanza viene impiegata dai medici per fare cataplasmi, per cui essa è più costosa del miele sulla Via Sacra" .

Varrone parla anche del pan d'api (il polline di favo), detto erithace e già allora più prezioso e costoso del miele. Anche Aristotele lo conosceva. Varrone, famoso "tuttologo", si dimostra bene informato sul comportamento delle api: sapeva ad esempio che il miele, il polline, il propoli e la cera hanno provenienze diverse. Quanto a Plinio, distingue addirittura fra tre sostanze resinose: commosis, pissoceros e propolis, tutte "di grande utilità in medicina.

Pur non essendo medico, Plinio sa che il propoli entra nella composizione di unguenti astringenti, e parla della sua azione analgesica e della sua utilità nella espulsione di spine penetrate in profondità nella carne. Galeno sa usare il propoli altrettanto bene di Alessandro Tralliano e del ginecologo Moschione, mentre il grande Dioscoride scrive "raccogliere il propoli ... sostanza gialla e profumata, sempre duttile anche se molto secca, simile a mastice. È molto calda e ha la proprietà di far espellere spine e schegge penetrate nella carne. Serve come fomento contro le tossi ostinate e spalmata toglie I'eczema. La si trova all'ingresso degli alveari e la sua natura è simile alla cera". Abbiamo riprodotto (per gentile concessione della Biblioteca Nazionale di Vienna, 27; II, 84) questo si tratta di un manoscritto bizantino del X secolo. Stupisce che questa tradizione sia stata in seguito interrotta. Anche molti apicoltori dei nostri giorni sembrano poco informati in merito, se hanno dovuto essere espressamente incoraggiati da circolari ufficiali a produrre propoli di buona qualità.

Negli ultimi anni è però sorta una specie di lega internazionale del propoli. Molti, interessati alla valorizzazione della farmacia delle api si sono accordati per standardizzare e analizzare le diverse materie prime e scoprirne nuove applicazioni. Centri principali di queste iniziative sono la Romania, la ex Jugoslavia, l'Unione Sovietica, la Polonia, la Cecoslovacchia, l'Austria, la Danimarca, la Svezia e la Svizzera. 

Il propoli contiene tutto (o quasi)

 Con il propoli le api rivestono le arnie o le cavità in cui hanno costruito il loro alveare e ne sigillano le fessure, e inoltre riducono il foro d'entrata dell'alveare proteggendolo dalle intemperie. Con la stessa sostanza le operaie ricoprono tutti i corpi estranei penetrati all'interno dell'alveare, quali ad esempio le spoglie di una biscia o di un topo, troppo ingombranti per essere trasportate fuori dell'alveare. Rivestendo i cadaveri dei malcapitati invasori con propoli e cera, fino a renderli simili a mummie imbalsamate, le api evitano il propagarsi di infezioni nell'arnia. Ma anche una griglia introdotta ad arte dall'apicoltore verrà accuratamente rivestita di propoli puro (privo cioè di resti di api morte. pezzetti di legno, granelli di sabbia ed altri residui organici e inorganici).

Il propoli è dunque il più importante mezzo naturale per l'igiene dell'alveare. La preziosa sostanza è ricavata soprattutto da pioppi, ippocastani e conifere. Le ore preferite per la raccolta sono quelle tra le 10 e le 15 dei giorni estivi più caldi, perché, essendo la resina degli alberi una materia vischiosa, le api sfruttano istintivamente le ore in cui la resina d'albero è più molle.

La quantità del propoli raccolto dipende dalla varietà cui appartengono le api raccoglitrici, dalle condizioni climatiche e dal tipo di alveare. Apis mellifica ligustica, molto diffusa in Italia, è considerata una mediocre raccoglitrice di propoli, al pari di Apis mellifica mellifera, l’ape nera diffusa in Francia. Apis mellifica carnica, diffusa soprattutto in Austria (e destinata anche all'esportazione), e molto apprezzata dagli apicoltori per la sua produttività (ha una proboscide particolarmente lunga per suggere il nettare) e per la sua scarsa aggressività, è anche una discreta raccoglitrice di propoli. La migliore di tutte è comunque Apis mellifica caucasica diffusa nell'Europa orientale.

L'elenco delle sostanze riscontrate nel propoli si allunga di giorno in giorno: le ricerche sono infatti ancora in pieno corso. Sono state accertate percentuali dal 10 al 70% di resine, dal 14 al 40% di cera, dal 2 al 10% di oli, dal 3 al 25% di componenti insolubili; a ciò si aggiungano flavoni, betulene, vanillina e isovanillina, acido cinnamico e alcol cinnamico, acido sorbico, quercetina, acido caffeico, acido ferulico, amminoacidi (soprattutto nel 5% di polline contenuto nel propoli), vitamine E, H e P e varie altre del complesso B, acidi grassi (soprattutto acido miristico), oligoelementi come zinco, vanadio, ferro, rame, e infine zuccheri (monosaccaridi e polisaccaridi), glucosidi, sali dell'acido tannico, olii essenziali ed enzimi. Se già il polline è un mondo a sé, il propoli lo è in misura ancor maggiore. Con una certa forzatura si potrebbe addirittura dire che nel propoli non manca quasi nulla! Ricerche sui costituenti del propoli sono state intraprese soprattutto nella Germania orientale. E. Schneidewind, J. Metzner e i loro collaboratori dell'Università di Halle, che si sono occupati tra l'altro della pinocembrina (5,7-diidrossiflavanone), hanno scoperto che questa sostanza è molto efficace contro i funghi parassiti. Anche gli esteri dell'acido caffeico presentano caratteristiche simili. Nel propoli sono state scoperte sostanze prima ignote, come la pectolinarisenina (quercetina-3,3-dimetiletere), mentre di altre, come la salansina, la ramnocitrina, la sacuranetina, il p-benzilestere dell'acido cumarinico e la pinobancsina-3-acetato), si è accertata recentemente l’appartenenza allo spettro delle sostanze attive con azione antibiotica. Tralasciando comunque i dettagli e considerando la composizione del propoli e la sua naturale armonia, si comprende come rapporti di scambio delle piante vi abbiano una parte essenziale. Si tratta, genericamente parlando, di sostanze vegetali i cui effetti si completano e si potenziano a vicenda, come è emerso anche dalle ricerche dei botanici tedeschi Hans Molisch e, dopo di lui, Albert von Haller, che hanno studiato i "fitocidi", sostanze prodotte e secrete dalle piante per mantenere attivi i rapporti di reciproco scambio con l'ambiente (piante, animali, uomo). L'acido ascorbico (vitamina C) è ad esempio un fitocida. Per la pianta, in sostanza, "fitocida" è ciò che per I'uomo sarebbe una "Vitamina", ossia una sostanza indispensabile alla vita. In questo senso il propoli può considerarsi un fitocida. Molti alberi secernono resina per curare le proprie lesioni , l'ape raccoglie questa resina e vi aggiunge i propri enzimi; all'uomo non resta che prendere, depurare e utilizzare il propoli, prodotto (vegetale o animale?) in cui si cela un enorme potenziale armonizzante e terapeutico. 

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 Il propoli contro la tubercolosi

 Già nel mondo antico, gli imbalsamatori egizi usavano il propoli per mummificare cadaveri, e i Greci lo applicavano sulle ferite; ciò lascia intuire le sue caratteristiche antibatteriche, antivirali e antimicotiche. Nell'era moderna si è fatto ricorso al propoli per curare con successo ustioni e ferite da arma da fuoco. Nella medicina popolare grusinica (Georgia) il propoli viene invece utilizzato per disinfettare e accelerare la cicatrizzazione dell'ombelico dei neonati, mentre per gli anziani, allo scopo di combattere la parodontosi e la carie, si prepara una pasta per i denti e le gengive contenente miele, olio di oliva e propoli in parti uguali. Nell'ultimo dopoguerra alcuni studiosi danesi hanno accertato che il propoli inibisce la proliferazione del bacillo della tubercolosi. Ricerche successive hanno dimostrato l'efficacia del propoli contro 24 dei 39 ceppi batterici e contro tutti i 20 funghi esaminati! Ancor più interessante è la sua azione contro la Salmonella typhi, un virus ultimamente piuttosto diffuso.

I ricercatori sloveni J. (Cizmarik e J.Trupl hanno sperimentato di recente il propoli su 18 varietà di funghi della pelle (oltre 40 ceppi) riscontrandone l'efficacia in concentrazioni che a seconda del tipo di fungo andavano dallo 0,1 al 2%. In un'altra occasione i due studiosi hanno riferito in merito alla "notevole efficacia del propoli contro i batteri gram-positivi e in particolare contro 35 ceppi di Stafilococcus aureus derivati da materiale clinico con diverso grado di resistenza fino a multiresistenza". In concentrazioni del 2% l'estratto di propoli esercita una "sicura azione battericida" Sui batteri gram-negativi il propoli esercita invece un'azione "sorprendentemente diversificata" .

Il polacco Stanislaw Scheller ha studiato i microrganismi Candida albicans, Candida paracrzcsei e Candida pseudotropicale, responsabili delle fastidiose vaginiti. Anche in questo caso, sotto forma di supposta vaginale, il propoli si è rivelato prezioso. ·L'effetto terapeutico si manifesta nel giro di 14 giorni, senza alcuna ricaduta .

L'importanza di queste scoperte può forse essere valutata appieno solo dal dermatologo. Poiché le infezioni da germi piogenici rappresentano un serio problema, al pari dei funghi della pelle (ai piedi, alle mani o ai genitali) e dei batteri resistenti, l'aiuto del propoli, in questi casi, è prezioso. A questo punto può legittimamente sorgere un dubbio: non potrebbe il propoli essere più pericoloso, ed avere effetti più devastanti di altri antibiotici sulla delicata flora intestinale (formata da batteri "buoni")?

Nessun pericolo. Ciò che la medicina naturale affermava già più di duemila anni orsono, viene oggi confermato con ancora maggior convinzione. Il propoli non provoca assuefazione. Nell'organismo non si formano ceppi batterici resistenti. Non si danno effetti collaterali, ad eccezione di possibili allergie, che tuttavia interessano solo I'1% circa dei pazienti, sensibile soprattutto alle resine. In questi casi basta sospendere subito la somministrazione per far sparire i disturbi. Non si conoscono altri effetti secondari. In medicina, inoltre, il propoli s’impiega anche per regolare le funzioni intestinali.

È probabile che la resina delle api sia utile anche in un campo in cui altri rimedi hanno dato finora scarsi risultati.

Come ha dimostrato Osmanagic in un esperimento a vasto raggio presso l'Università di Sarajevo , il propoli (in questo caso sciolto nel miele) svolge azione preventiva nei confronti dell'influenza e del raffreddore. Al test di prevenzione si sottoposero volontariamente 63 studenti su 220. La data è il 1976, quando imperversava la grande epidemia di influenza Hongkong, che in certe regioni colpì fino a due terzi della popolazione. Al termine dell'epidemia si erano ammalati solo 6 dei soggetti (9%) che avevano preso il propoli (6% del campione), la metà dei quali a soli tre giorni dall'inizio della terapia ovvero entro "un periodo di tempo troppo breve perché il propoli potesse fare effetto", per cui sussistono fondati motivi per credere che l'infezione fosse già in atto all'inizio del test. Dei 157 studenti del gruppo di controllo se ne ammalarono 61 (38,8%): ciò autorizzerebbe a concludere che il propoli agisca anche contro i virus o forse addirittura contro frammenti virali, che possono risultare ancora attivi. Virus particolarmente fastidiosi sono quelli dell'herpes, responsabili tra l'altro dell'herpes zoster, dell'herpes genitalis e di quell'herpes labialis (stomatitis aphthosa) che provoca fastidiose bollicine sulle mucose orali, sulle labbra e intorno alla bocca, ai quali finora non sono stati trovati rimedi definitivi. Più che "responsabili", sarebbe più esatto ritenere tali virus "corresponsabili" delle affezioni suddette, e ciò secondo la medicina olistica, che anche in questo caso si differenzia radicalmente dalla unilaterale chemioterapia classica. Quest"ultima, infatti, ricorrendo a una qualche sostanza chimica cerca di uccidere l'agente patogeno, mentre la medicina olistica sa che l'agente deve trovare un terreno predisposto per attecchire, e di conseguenza si sforza di mantenere sano questo "ambiente", o comunque renderlo inadatto all'agente patogeno.

Benché non pericolosi, gli herpes (o "febbri") labiali sono sicuramente molto fastidiosi perché le vescicole prudono e dolgono. Per sanare il "terreno" è necessario seguire una dieta ipoproteica (prescritta da uno specialista di medicina naturale), ma per quanto riguarda l'agente patogeno si può agire anche di propria iniziativa, e precisamente ricorrendo al propoli.

Il già citato professor Franz Klemens Feiks, primario dell'ospedale di Klosterneuburg (Austria), ha utilizzato il propoli nelle malattie ulcerose con risultati tanto soddisfacenti da ricorrere in seguito a questo farmaco naturale anche in casi di herpes zoster. Applicando sulle vescicole, una volta al giorno, una soluzione di propoli al 5%, Feiks poté constatare che nella totalità dei 19 casi il dolore scomparve nel giro di 48 ore, e in seguito non ricomparvero altro che in 2 casi, mentre 3 pazienti accusarono solo qualche prurito. Degno di nota è anche il fatto che se somministrata sotto forma di spray la soluzione di propoli risultava molto meno efficace: per questo motivo Feiks preferì ricorrere a spennellature di propoli sciolto in soluzione alcolica standardizzata (ad esempio elisir di propoli). A seconda della provenienza, le soluzioni in commercio possono contenere il 5, il 7,5 o il 10% di propoli. L'effetto analgesico è quasi immediato, mentre per una guarigione completa occorre normalmente più tempo.

Un rimedio per I'acne

 L'unguento di propoli serve, come ben sapeva Plinio, per curare ferite che non si rimarginano, piaghe e malattie di origine nervosa (I'herpes zoster, o "fuoco di sant'Antonio", ha a che vedere con nervi!). Nelle cliniche sovietiche si fa efficacemente uso di pomate al propoli nella terapia delle ustioni. Questo complesso prodotto delle api è utile non solo nelle ustioni gravi ma anche nell'acne, un'affezione cutanea che non riguarda, come comunemente si pensa, solo gli adolescenti. A Vienna, per esempio, è stato segnalato il caso di una donna di ·45 anni che dall'età di 15 anni, ossia per 30 anni della sua vita, aveva sofferto di una grave forma di acne al mento (acne conglobata). A nulla erano valsi tentativi intrapresi da numerosi dermatologi e cliniche specialistiche che avevano fatto ricorso a tutto I’arsenale della medicina moderna, dagli antibiotici al cortisone. Solo quando la dottoressa Edith Lauda provò col propoli. "dopo due sole sedute le regioni cutanee infiltrate erano libere dall'infiammazione, e nel giro di poche settimane l'acne era completamente guarita. Lo stesso trattamento venne poi applicato ad altre 59 pazienti che da anni soffrivano di disturbi analoghi. Con unguento e tintura di propoli fu possibile guarirle tutte, tranne due.

 Un caso di ischialgia

 Un altro caso ancora merita di essere citato, in quanto dimostra meglio di tanti altri l'efficacia del propoli, già conosciuta e apprezzata dai medici dell'antichità contro le affezioni del sistema nervoso. Un cittadino svedese, Bertil Westerlund, aveva subito a tredici anni una lesione della colonna vertebrale. A distanza di un anno dall'incidente si erano manifestati forti dolori ricorrenti. All'età di 46 anni, dopo essere ricorso invano a vari ospedali, Bertil dovette lasciare il lavoro e chiedere il pensionamento anticipato. che gli venne accordato senza difficoltà.

(Tipica reazione dello stato sociale, che non prevede un'ischialgia ribelle per 31 anni ad ogni cura!). Se ciò tranquillizzava la coscienza dell'apparato burocratico, non serviva tuttavia a far cessare le sofferenze di Bertil, arrivato ormai al punto da non poter più neanche alzarsi dal letto senza l'aiuto della moglie, e di impiegare venti minuti per recarsi dal tabaccaio all'angolo dell'isolato. Bertil era ormai un grande invalido Per sua fortuna, un amico che aveva sentito parlare del nuovo unguento al propoli prodotto in Austria, convinse Bertil a tentare una prova. Fu la sua salvezza. Dopo tre giorni di applicazioni, il malato era di nuovo in grado di camminare normalmente, e dopo qualche altro giorno i dolori erano scomparsi del tutto e per sempre.

Se medici dell'antichità attribuivano grande importanza alle applicazioni del balsamo al propoli, sapevano già sicuramente il fatto loro!

  Il gomito del tennista

 Uno dei migliori esempi che testimoniano l'efficacia dell'unguento al propoli riguarda un'altra affezione per la quale la medicina tradizionale non conosce rimedio o, nella maggior parte dei casi, consiglia l'intervento chirurgico: si tratta del gomito del tennista, una dolorosa infiammazione che nella zona del gomito interessa muscolo, tendine e guaina tendinea (o tutte e tre le parti insieme), e di cui soffrono non solo i tennisti ma anche coloro che sottopongono l'avambraccio a ripetuti sforzi. come ad esempio tastieristi, casalinghe. fotografi. Con l'unguento di propoli si ottengono risultati eccezionali semplicemente applicandone tre volte al giorno uno spesso strato sulla parte. oppure, nei casi ostinati, ricorrendo ad un impacco (trattenuto da una fasciatura) da rinnovare due volte al giorno. Dopo un iniziale aumento del dolore. si registra in genere al terzo giorno uno spettacolare miglioramento: dopo una settimana il dolore sarà pressoché scomparso.

È importante. per la riuscita del trattamento. tenere il braccio a riposo ed evitare di muovere il tendine malato, possibilmente anche per un certo periodo dopo la scomparsa dei sintomi. L'unguento al propoli ha prodotto il risultato sperato in più dell'80% dei casi, per quanto ostinati.

Mi si conceda, a questo punto, una nota personale: in quanto autore sono particolarmente gratificato dal fatto che, pur non essendo questo libro una pubblicazione di carattere scientifico ma semplicemente divulgativo, non siano mancati, dopo la prima edizione tascabile, dei medici che (seguendo il principio di Paracelso: ·Non vergognarsi di chiedere lumi alla gente comune sull'efficacia di un rimedio), mi hanno scritto o telefonato per confermarmi le virtù terapeutiche del propoli. Ricordo tra gli altri la dottoressa viennese Hentschel Winkler, medico pratico, che dopo la lettura del mio libro aveva cominciato ad usare I'unguento al propoli per curare vari casi di gomito del tennista, con gran vantaggio di molti pazienti che fino a quel momento avevano nutrito poche speranze di guarire o vedere alleviati i loro dolori. Spennellature e unguento al propoli sono utili anche nei casi di tenontosinoviti in altre parti del corpo, come pure nelle dolorose borsiti.

 Propoli e ulcera gastrica

 Il propoli trova posto anche nella medicina interna. Se i medici del passato lo usavano per curare le ulcere intestinali, nulla vieta che si continui ad usarlo anche nel nostro secolo. Nell'ospedale di Klosterneuburg, il già citato professor Feiks tenne in osservazione 294 pazienti ricoverati per ulcere allo stomaco e al duodeno. A un gruppo di 108 pazienti egli somministrò, oltre alla normale terapia medicamentosa, 5 gocce di tintura di propoli in mezzo bicchiere d'acqua, 15 minuti prima dei pasti. II gruppo di controllo formato da 186 pazienti seguì invece la terapia tradizionale, senza propoli.

Da questo ampio esperimento emerse che le guarigioni erano non solo più rapide ma anche più durature. Feiks poté riassumere in questi termini i risultati della prova: Dopo due settimane oltre il 90% dei pazienti cui avevo somministrato il propoli (rispetto al 55% di quelli del gruppo di controllo) non lamentavano più disturbi; è inoltre risultato che il numero degli interventi chirurgici indispensabili durante il periodo di degenza si è ridotto a un terzo .

Tutto ciò interessa non solo il paziente ma anche gli stessi enti ospedalieri e le casse mutue perché può consentire di ridurre il numero e abbreviare la durata dei ricoveri, e forse

addirittura il numero degli interventi chirurgici. Come sapeva già Ippocrate, "di due medici, agisce meglio quello che raggiunge lo scopo con i rimedi meno drastici.

Nel suo ambulatorio Feiks ha curato con la sola tintura di propoli 15 pazienti affetti da ulcera (non compresi nell'esperimento precedente), riuscendo a guarirne 14. Solo uno dovette in seguito farsi ricoverare. Lo stesso Feiks riferisce: Una signora di 81 anni venne a farsi curare da me. Da dodici anni soffriva di ulcera ventriculi calloso (ulcera gastrica), ma a causa del suo stato cardiaco non era stata operata. Agli annuali controlli radiografici I'ulcera risultava invariata. Al controllo radiologico, dopo una cura ambulatoriale di sei settimane a base di sola tintura di propoli, I'ulcera risultava guarita. In seguito essa non si è più manifestata, e quando la paziente è morta all'età di 85 anni per un colpo apoplettico, I'autopsia ha rivelato solo una cicatrice. Esperimenti condotti su animali hanno rivelato nel frattempo che il propoli stimola anche il sistema immunitario dell'organismo, e quindi è giustificato farne uso in medicina interna. Il dottor Fang Chu, medico dell'ospedale Huaibei a Lienyungkang, nella provincia cinese del Khiangsu, ha fornito al riguardo ulteriori conferme. Il sanitario somministrò per un mese a 45 pazienti con elevato tasso di lipidi nel sangue (tra cui cardiopatici, soggetti già colpiti da infarto, ipertonici e arteriosclerotici) tre capsule al giorno contenenti 0,3 grammi di propoli. In tutti i casi si poté riscontrare una diminuzione del contenuto di grassi del sangue. Inoltre si è avuto un benefico effetto sul cuore, sulle pareti vascolari e sull'intero complesso dei sintomi aterosclerotici.

 Propoli e colonna vertebrale

 Un altro successo a favore del propoli è stato registrato di recente in seguito a un esperimento a doppio cieco condotto dal dottor Eckl, primario deil'ospedale di Reutte in Tirolo, in un campo di estrema importanza: quello delle sindromi cervicali e vertebro-dorsali, dei dolori muscolari, della lombaggine e dell'artrite. Per i fortunati che non ne hanno mai sofferto, ricordiamo che le sindromi cervicali e vertebro-dorsali comprendono un ampio quadro sintomatologico che arriva fino alle più ostinate e inguaribili cefalee e che è causato da ogni tipo di alterazione nella zona delle vertebre cervicali e dorsali, dal "colpo di frusta", tipico degli incidenti automobilistici, alla spondiloartrosi, e dai semplici stiramenti dei muscoli e dei legamenti fino alle discopatie croniche (ernie del disco).

Nel corso dell'esperimento venne applicato a 28 pazienti un unguento a base di propoli, mentre ad altri 28 soggetti del gruppo di controllo venne applicata una pomata neutra (placebo). Anche i medici curanti non sapevano quali dei due prodotti stavano usando. 

Non è difficile intuire che I'unguento attivo. Contenente propoli, era il n. 41) mentre il placebo era il n. 42. "nel test a doppio cieco si è riscontrata una netta superiorità dell'unguento 41 sia nei casi che hanno registrato un notevole miglioramento, sia in quelli in cui il miglioramento non si è verificato. ... Le esperienze finora raccolte con la pomata "Melbrosin" sono state quindi confermate: rapido ed efficace effetto analgesico. diminuzione della rigidità mattutina nelle patologie articolari periferiche, buona tollerabilità .

Numerosi medici hanno riferito analoghi successi ottenuti con la medesima formula. Così ad esempio il dott. Werner Kleine di Monaco di Baviera, che ha curato molti casi di dolori articolari cronici all'anca e al ginocchio (tra cui artrosi, ossia manifestazioni degenerative, e casi di artrite acuta). Nella maggior parte dei casi si riusci ad eliminare i dolori nel giro di una settimana. Dove non fu possibile ottenere una guarigione (nel 16% dei casi) i dolori subirono comunque una significativa riduzione.

La pomata al propoli è prescritta da anni con buoni risultati dal medico sociale di una grande impresa automobilistica di Vienna ai dipendenti che soffrono di artrite cronica (soprattutto gonartrite, ossia infiammazione dell'articolazione del ginocchio).

A proposito degli arti inferiori, ci viene riferito che molti pedicure russi usano questa pomata come callifugo, e che in altri paesi numerosi medici pratici la applicano in strato sottile. senza massaggiare, in casi acuti e cronici di varici. mentre numerosi dermatologi la impiegano per curare le unghie dei piedi frastagliate o erose da forme micotiche.

Per gli anziani sofferenti, specialmente alla sera, di crampi alle gambe dovuti a disturbi circolatori. I'unguento a base di propoli e quanto mai indicato. Lo si applica con un energico

massaggio (a differenza di quanto prescritto per le varici),

preferibilmente alla sera prima di coricarsi, onde permettere al propoli di agire durante la notte.

 Il propoli per gli orecchi, il naso e la gola

 Se il propoli, come abbiamo \isto. ha benefici effetti in casi di afte dolorose (herpes)l la sua azione si esercita anche in numerosissimi altri casi. Rimedio quasi universale. può essere usato tra l’altro anche in casi di congiuntiviti e blefariti (due lavaggi al giorno con due gocce di elisir di propoli in acqua tiepida). nonché contro gli orzaiuoli (uno strato sottilissimo di pomata al propoli sulla parte più volte al giorno). L'azione del propoli è altrettanto efficace per le affezioni dell'orecchio, soprattutto ascessi del condotto uditivo esterno (meno per le infiammazioni dell'orecchio medio e interno). Gli otoiatri che, vincendo iniziali pregiudizi, hanno sperimentato il propoli, sono rimasti sorpresi della sua efficacia nel decorso post-operatorio dei piccoli interventi all'orecchio. Le sue virtù disinfettanti e cicatrizzanti sono preziose anche per il naso, la faringe e la gola. La migliore risposta si ha nei casi di angina, ferite aperte, gengiviti, mal di denti, carie, alito cattivo, ozena e altri ancora. La paradentosi invece, una malattia degenerativa tipica delle società civilizzate, non può essere guarita dal propoli, che in genere riesce però a produrre qualche miglioramento. A tal fine è stato messo a punto uno speciale gel idrosolubile a base di propoli: non tutti infatti gradiscono masticare il propoli allo stato naturale oppure spalmare sulle gengive una pomata grassa.

Il gel si applica massaggiando delicatamente le gengive con un dito.

Per curare le malattie della gola (tonsillite, laringite) sono indicati soprattutto i gargarismi con un paio di gocce di soluzione di propoli in un bicchiere di acqua tiepida; oppure, più semplicemente, si fa sciogliere in bocca una pastiglia di propoli, passando la saliva nel cavo orale e sulle tonsille: applicazione raccomandabile anche dopo una tonsillectomia per accelerare il processo di cicatrizzazione. La cura del mal di denti compete in primo luogo ail'odontoiatra, ma la carie può essere prevenuta con un buon dentifricio al propoli. Le proprietà analgesiche e antinfiammatorie del propoli possono anche essere di aiuto nelle odontalgie improvvise, in attesa dell'intervento del dentista occorre allora frizionare la gengiva intorno alla radice del dente con elisir o gel di propoli, e massaggiare anche il collo con un poco di unguento.

In Romania, nella cura della paradentosi sono stati intrapresi accurati esperimenti con soluzione alcolica di propoli al 20% (spennellature). Gli autori riferiscono di esiti incoraggianti, con diminuzione del vacillamento dei denti. Nelle cliniche jugoslave è da tempo in uso una soluzione eteroalcolica di propoli (·Stomapin·) che viene impiegata dopo le estrazioni e gli interventi chirurgici per ridurre il dolore e accelerare il processo di guarigione .

 Propoli e psoriasi

 Visti i benefici effetti del propoli nelle malattie della pelle, sono stati messi a punto anche speciali tonici per il viso (·Salvaskin, ·Melbrosin·) efficaci contro I'acne, le impurità della pelle e la seborrea. Alcuni ammalati di psoriasi - un'affezione piuttosto seria - rispondono bene al trattamento con unguento di propoli, mentre altri si dimostrano refrattari.

Il medico cinese Fang Chu, che abbiamo già avuto occasione di citare, dopo di aver somministrato durante tre mesi a 160 psoriatici tre dosi di 0,3 grammi di propoli al giorno per via interna, riferisce: ·37 pazienti sono guariti completamente, 17 sono migliorati, 58 non hanno manifestato cambiamenti apprezzabili e 48 si sono invece aggravati. In test successivi è risultato che il propoli non aveva comunque alcun effetto negativo·. È bene precisare questo punto: se i casi di peggioramento vanno attribuiti sicuramente a cause diverse dall'uso del propoli, è probabile che senza il propoli sarebbero stati ancor più numerosi .

I dermatologi sanno che chi soffre di psoriasi deve seguire una dieta particolare (niente alcol, poche sigarette, poche proteine e comunque solo proteine altamente nutritive). La psoriasi è spesso associata ad artrite, dolori reumatici e problemi epatici. Avendo appurato i benefici del propoli, del polline e della pappa reale sul sangue, sul fegato e sul sistema reticoloendoteliale (fondamentale per il benessere dell'organismo), si consigliano anche cinque gocce di soluzione ai propoli tre volte al giorno in mezzo bicchiere d'acqua, preferibilmente prima dei pasti. Con il propoli si può curare tra I'altro I'epatite (anche le siero-epatiti A e B), I'ittero e altri disturbi epatici. Ciò non eviterà in genere I'intervento del medico, ma varrà senz'altro a renderlo più efficace .w

 Propoli e emorroidi

 Per coloro che svolgono attività sedentarie i problemi possono venire dal fegato e dalla vena porta. In caso di emorroidi, un disturbo fastidioso e a volte molto doloroso, il propoli può riuscire utilissimo. Nelle regioni alpine, nell'Unione Sovietica, in Francia e nelle foreste dei paesi nordici si è mantenuta viva la tradizione di preparare unguenti antiemorroidali dalla resina di svariate specie arboree: abete rosso, abete bianco, larice, betulla. Si tratta di rimedi efficaci quando i dolori si fanno insopportabili. In questi casi I'unguento di propoli è utile anche usato internamente. Poiché I'intestino abbisogna di un ambiente umido, saranno altrettanto utili frequenti lavaggi, sempre dopo l'evacuazione, e al tempo stesso la soppressione, nella dieta, di bevande alcoliche e di cibi che provocano flatulenza.

Nella chirurgia degli ascessi periproctici, delle emorroidi e delle fistole anali si sono fatte positive esperienze con il propoli diluito in olio di ricino. L'87% dei pazienti appena operati ha riferito, nel corso di un esperimento clinico, che già dieci minuti dopo il trattamento della ferita con questo preparato i dolori erano scomparsi, o comunque erano stati sensibilmente alleviati . Nella clinica in cui operano i chirurghi ai quali dobbiamo tali dati (e di cui non ci sono stati trasmessi i nomi), questa particolare terapia postoperatoria è praticata da vent'anni.

 Propoli e prostata

 È bene ricordare che il propoli agisce beneficamente non solo sulla prostata ma anche sugli organi ad essa collegati: testicoli, vescica, reni. Lo scienziato sovietico V.F. Orkin, cui si deve l'affermazione che le caratteristiche antibatteriche, antinfiammatorie e rigenerative del propoli sono note da tempo alla medicina sovietica, ha curato con supposte di propoli dieci pazienti affetti da prostatite cronica da almeno tre anni (sintomi: ingrossamento ghiandolare, dolori alla vescica ed aumentata secrezione leucocitaria. Le supposte contenevano 0,1 grammi di propoli e 2 grammi di burro di cacao; ad ogni malato ne venne prescritta una ogni sera per trenta giorni. La cura venne successivamente ripetuta una o due volte con periodi di sospensione di uno o due mesi. Sei pazienti guarirono, quattro migliorarono. Altri medici consigliano, nei casi acuti, dieci gocce di elisir di propoli più volte al giorno in mezzo bicchiere d'acqua (oppure dieci confetti di propoli al giorno. da far sciogliere in bocca senza masticare). Dopo tre giorni la dose può essere ridotta. ma il trattamento dovrebbe durare almeno dieci giorni. Non stupirà a questo punto, apprendere che il propoli è anche un regolatore intestinale. Di recente è stato messo a punto un preparato di propoli e lattosio (quest'ultimo come veicolo) per combattere la stipsi e I'atonia intestinale. (Questo delicato ma efficace regolatore delle funzioni intestinali è adatto in particolare alle persone anziane, non solo in casi di stipsi ostinata ma anche quando I'irregolarità intestinale è dovuta ad antibiotici o a sindrome da radiazioni. In questi casi si devono assumere tre compresse al giorno del farmaco per due settimane, sospendendo la cura se I'intestino si regolarizza e, in caso contrario, riducendo il dosaggio (anche se tre compresse al giorno non possono comunque nuocere).

Anche l'intertrigine, dolorosa dermatosi associata a forte sudorazione che interessa la zona inguinale (frequente dopo lunghe marce), si attenua sensibilmente già al secondo giorno di applicazione dell'unguento di propoli. Alcuni sostengono che il propoli è utile anche contro la caduta dei capelli. Non disponendo per il momento di una seria casistica in proposito, non possiamo confermare questa asserzione, che ci sembra comunque abbastanza attendibile. È certa invece l'azione ricostituente del propoli negli anziani, soprattutto sotto forma di ·Melbrosin·, preparato che ha anche funzioni cardiotoniche e un marcato effetto decongestionante nell'idropisia cardiaca. Resta da osservare che in casi di insonnia, nervosismo e stati di affaticamento il preparato trova un'applicazione ideale, e che inoltre esso regola la pressione sanguigna, che tanta importanza riveste in geriatria. Pur senza svolgere azione curativa, il propoli presenta evidenti caratteristiche profilattiche nei processi aterosclerotici.

 Il propoli in ginecologia

 Per la sua azione analgesica e regolatrice delle mestruazioni, il propoli, già utilizzato dagli antichi. continua ad essere apprezzato ancora oggi. Per curare la dismenorrea e l'amenorrea riescono efficaci cinque gocce di tintura di propoli, diluite in un po' d'acqua, da prendersi due volte al giorno. oppure cinque pastiglie al propoli. Anche I'ovarite e la salpingite si curano per via interna mediante gocce e per via esterna con pomate e impacchi in corrispondenza delle zone interessate.

Il già citato ricercatore polacco Stanislaw Scheller ha registrato ottimi risultati con supposte di propoli nella cura di vaginiti, leucorrea (perdite bianche) e altre infezioni batteriche o micotiche dell'apparato genitale femminile.

Sempre in Polonia, il prof. Henryk Suchy e sua moglie Maria Suchy, direttori della clinica ginecologica dell'ospedale di Goczalkowice Zdroj, hanno curato sperimentalmente la trichomonasis vaginalis, un tipo di infezione piuttosto frequente, con compresse di propoli da 30 mg, tamponi imbevuti di soluzione di propoli oppure supposte vaginali, sempre a base di propoli. Su 48 donne, riferiscono i coniugi Suchy, 42 sono guarite completamente, e solo 6 non hanno reagito alla terapia. Il propoli esplica comunque un effetto inibitorio anche nei confronti di altri germi patogeni. Nella medesima clinica polacca si è fatto ricorso al propoli e alla ·Melbrosia pld· nella cura dei disturbi del climaterio femminile, ottenendo significativi successi. In forma di pomata il propoli si è rivelato utile anche in caso di mastite, piaghe da decubito, craurosis vulvae e culpitis senilis. Negli ultimi tempi è stata fondata una sorta di internazionale del propoli, che promuove incontri fra i più noti ricercatori. Uno di essi, il biologo e apicoltore danese K.Lund Aargard, riferisce di aver guarito, già nel 1967, nel giro di poche ore, un'improvvisa infiammazione della gola con una soluzione acquosa di propoli, ottenendo in seguito risultati altrettanto buoni in un caso di grave infiammazione dell'occhio. Da allora Aargard ha curato nel suo paese, con ottimi risultati, migliaia di pazienti. A lui va ascritto anche il merito della recente istituzione di uno standard del propoli. La differenza di peso tra il propoli grezzo e quello raffinato ammonta a

volte al 30% e Aargard ritiene che I"'estrazione" dei principi attivi del propoli e I'eliminazione delle impurità (sabbia, legno, cera) ne rafforzino I'effetto terapeutico.

 Inoltre, è attivo contro la varicella (messa sui foruncoli, evita 0 riduce il formarsi delle croste), sulle ferite da taglio infiammate (accelera la cicatrizzazione e ne riduce o elimina il rossore e l'infiammazione)

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Spulcio di notizie tratto dal libro "La farmacia delle Api" di Paul Uccusic - GIUNTI Editore e altri testi dedicati.

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